IL BENESSERE COME STRATEGIA DI PRODUTTIVITÀ

Quando il benessere diventa driver di produttività e retention di persone di valore in azienda.
benessere e produttività

innovare le aziende: parola chiave well-being

 

(di Anna Boetti Villanis, consulente Pyxis)

IL VASO DI PANDORA PUò RISERVARE BELLE SORPRESE

La parola benessere può spaventare, soprattutto quando se ne parla in contesti organizzativi.

Nella cultura popolare, perfino al cinema e in tv i professionisti delle risorse umane non sono mai visti di buon occhio: chi non ha visto Camera Café e non ha tremato di fronte allo spaventoso responsabile delle risorse umane, Guido Geller? Chi non ha pensato che aprire al tema del benessere nella propria azienda possa scoperchiare un vaso di Pandora da cui escono soltanto problemi?

Eppure i dati parlano chiaro: secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in Italia, fra l’aprile e il giugno del 2021 quasi mezzo milione di persone ha dato le dimissioni dal posto di lavoro.  È la Great Resignation, un fenomeno non circoscritto all’Italia, ma che coinvolge i lavoratori e le aziende della maggior parte del mondo da più di un anno.

Ecco che allora bisogna andare più a fondo e ricercare le cause di questo fenomeno: cos’è che porta le persone a rinunciare al proprio posto di lavoro, a volte senza ancora aver trovato una potenziale alternativa? Ciò avviene, secondo una ricerca di McKinsley, nel 36% dei casi.

È qui che il benessere diventa parola chiave e non più spaventosa. Una parola che permette alle aziende di attrarre, sviluppare e trattenere persone di talento, seguendo, e a volte anticipando, la grande trasformazione del mercato del lavoro.

Un’azienda che si preoccupi del benessere dei propri lavoratori si dà la possibilità concreta di crescere e svilupparsi. Così può strutturarsi e ottenere strumenti per migliorare le performance delle persone e per farle stare bene nel proprio ambiente di lavoro.

Cosa ricercano i lavoratori di oggi?

Le principali motivazioni alla base del fenomeno della Great Resignation sono attribuibili a necessità quali trovare realtà di lavoro più soddisfacenti, più flessibili, in cui sia possibile un effettivo equilibrio fra la vita privata e la vita lavorativa.

Non mancano, secondo uno studio dell’Institute for Business Value anche motivazioni quali la non aderenza ai valori dell’azienda e del management.

Inoltre, il tema dell’engagement, cioè il livello di persone che si sentono coinvolte dalla propria azienda, è stimato al 14% secondo i dati dell’Osservatorio HR del Politecnico di Milano, con solo il 17% dei lavoratori che si sente incluso e valorizzato all’interno della propria organizzazione.

Ma quali sono le basi ottimali per impostare un’organizzazione di successo, in grado di attrarre e trattenere i professionisti di domani?

La valorizzazione del capitale umano

Per valorizzare e “ingaggiare” le persone occorre per forza superare la paura: il capitale umano è la colonna portante di ogni azienda. È così che occuparsi di benessere significa anche incrementare la produttività e puntare al successo di un’organizzazione.

Infatti, secondo uno studio dell’Università di Oxford, i lavoratori che si considerano molto felici sono il 13% più produttivi rispetto a quelli che affermano di essere tristi o poco felici, mentre secondo un sondaggio di Ipsos, a livello internazionale, i principali problemi di benessere dei dipendenti riguardano:

  • 65% work-life balance, ossia l’equilibrio tra lavoro e vita privata
  • 46% salute mentale
  • 44% ambiente/cultura di lavoro
  • 35% salute fisica

I quattro pilastri del benessere secondo Pyxis

A partire da questi dati, in Pyxis abbiamo creato un costrutto operativo con lo scopo di includere sotto il cappello del “Well-being”, valore fondamentale della nostra azienda, tutti i possibili indicatori di benessere in un’organizzazione.

I 4 pilastri del benessere secondo Pyxis sono:

  1. Il benessere psico-fisico
  2. Il benessere di carriera
  3. Il benessere relazionale
  4. il benessere organizzativo

1. Il benessere psico-fisico

  • BENESSERE PSICOLOGICO

Un alto livello di stress può avere conseguenze sia fisiche che mentali.

È dimostrato che un ambiente di lavoro estremamente stressante, in cui i task quotidiani sono permeati da tensione, crea una sensazione di malessere nel lavoratore. In casi più gravi questo malessere può tradursi in burn-out.

Così non solo viene inficiata la qualità di vita delle persone all’interno delle organizzazioni, ma c’è anche un impatto sui livelli di performance dei lavoratori.

È importante quindi che le aziende creino le condizioni giuste, attraverso pratiche di flessibilità, equilibrio vita-lavoro e consulenze con psicologi del lavoro, per fare in modo che le persone si sentano al meglio nel corso del proprio lavoro.

  • BENESSERE FISICO

Da un lato un adeguato livello di benessere fisico, inteso come dieta equilibrata e sane abitudini di vita e motorie, permette alle persone di sentirsi più in forma e più serene.

Dall’altro, è noto che il benessere fisico ha un nesso diretto con la produttività: le persone che si sentono in forma lavorano più velocemente e in modo più efficace.

Le aziende più performanti sono quelle che si preoccupano del benessere dei propri dipendenti, offrendo loro la possibilità di vivere una vita sana ed equilibrata. Se è vero che non si può costringere le persone ad adottare uno stile di vita più salutare, è altrettanto vero che un’azienda vincente può stimolare e formare le persone in questo senso.

2. Il benessere di carriera 

La possibilità di costruirsi un’identità lavorativa è estremamente importante, soprattutto quando si parla dei giovani lavoratori.

Il senso di autoefficacia che deriva dal poter avere uno sviluppo professionale è estremamente importante in termini di motivazione, produttività e engagement nei confronti della propria organizzazione.

Aziende che offrono programmi di formazione, potenziamento delle competenze hard e soft e la possibilità di avere sviluppo di carriera al proprio interno, sono aziende che lavorano sulla retention e sulla motivazione dei propri talenti.

La possibilità di costruirsi un’identità lavorativa è estremamente importante, soprattutto quando si parla dei giovani lavoratori.

Il senso di autoefficacia che deriva dal poter avere uno sviluppo professionale è estremamente importante in termini di motivazione, produttività e engagement nei confronti della propria organizzazione.

Aziende che offrono programmi di formazione, potenziamento delle competenze hard e soft e la possibilità di avere sviluppo di carriera al proprio interno, sono aziende che lavorano sulla retention e sulla motivazione dei propri talenti.

 

3. Il benessere relazionale

Un efficace lavoro di gruppo è prioritario e fondamentale in azienda.

È attraverso il team che si raggiungono gli obiettivi ed è per questo che preoccuparsi del benessere delle relazioni fra pari e con i team-leader è di vitale importanza per un’organizzazione che abbia l’obiettivo di operare con squadre performanti.

Le pratiche più efficaci per migliorare il team work in azienda sono la costruzione di progetti di team building, team coaching e formazione sulla leadership per i manager.

4. Il benessere organizzativo 

Un’organizzazione che si preoccupi dei propri dipendenti, che si fondi su un sistema di valori condivisi dai suoi lavoratori e che si traducano in policy e procedure è un’azienda vincente.

Una persona che si riconosce nei valori della propria azienda è una persona motivata, un lavoratore più produttivo e, nell’ottica dell’employer branding, può diventare uno sponsor affidabile che attrae altre persone di valore.

Perché eseguire un assessment sul benessere in azienda

Il solo fatto di preoccuparsi del benessere dei propri dipendenti è già di per sé un segnale forte che un’azienda dà rispetto alla valorizzazione del proprio capitale umano. I lavoratori si accorgono di quanto l’azienda tenga in considerazione i loro bisogni e le loro necessità e per questo si sentono più ingaggiati e motivati.

Inoltre, effettuare una survey dà la possibilità di ottenere una visione chiara dello stato della propria organizzazione: offre indicazioni su quali sono i punti di forza e quali sono invece le sue potenzialità inesplorate. In altre parole, permette, come un termometro, di saggiare la “temperatura” dell’azienda e il suo stato di salute.

Partire da un assessment del clima aziendale permette ai lavoratori di sentirsi ascoltati e inclusi nelle pratiche decisionali e ai manager di saggiare lo stato della propria organizzazione.

Naturalmente non è uno strumento statico: va ripetuto periodicamente, soprattutto per rilevare l’efficacia degli interventi da mettere in atto per sistematizzare un insieme di best practices proprie dell’azienda e costruite su misura dell’organizzazione.

Per costruire interventi efficaci è necessario conoscere a fondo la propria organizzazione e soprattutto le persone che ci lavorano.

Neutralità, anonimato e garanzia di risultato

Prima di tutto, vi è la necessità che l’azienda garantisca neutralità e anonimato nello svolgimento della survey: chi risponderebbe sinceramente ad una domanda sul funzionamento della propria azienda, se non sapesse di essere adeguatamente tutelato?

È per questo che è consigliabile far svolgere un’analisi di clima da un soggetto esterno, che restituisca al management un report sullo stato aziendale, garantendo anonimato e neutralità ai dipendenti, i quali si devono sentire liberi di partecipare in modo sereno e aperto: solo grazie alle loro risposte sincere e oneste sarà possibile effettuare un’indagine efficace.

Un altro punto di attenzione riguarda il fatto che spesso indagini di questo tipo vengono viste come inutili o noiose, attività che distraggono dal lavoro quotidiano e che fanno perdere tempo, soprattutto in momenti in cui ci sono deadline imminenti.

Potrebbero effettivamente rivelarsi inutili, se ad esse non seguissero interventi appropriati.

Rispetto a questo punto è necessario rivolgersi a consulenti competenti e attenti, capaci di impostare fin dal principio una comunicazione aperta con tutti i partecipanti, in modo da garantire loro che quest’indagine non sarà un intervento a sé stante, ma un fondamentale punto di partenza per ulteriori pratiche che miglioreranno concretamente esperienza all’interno dell’organizzazione.

La survey di Pyxis: lo starting point!

Sulla base dei quattro pilastri sopra descritti e nell’ottica di tenere sotto controllo i punti critici di un’indagine di clima, Pyxis offre uno strumento di assessment, rivolto a tutta la popolazione aziendale, la cui compilazione ha una durata di alcuni minuti.

Lo scopo è fotografare lo stato attuale di employee experience dell’azienda-target e individuarne le aree di miglioramento, garantendo neutralità e anonimato ai partecipanti.

Grazie a quest’analisi i consulenti Pyxis potranno costruire un piano di sviluppo su misura dell’azienda e ottenere un effettivo miglioramento di performance e produttività attraverso interventi mirati di formazione, coaching, analisi psicometriche e successivi piani di sviluppo di competenze e stili di leadership, piani di performance management.

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