Prestazioni da campioni
AUMENTARE LE PERFORMANCE DI MANAGER E IMPRENDITORI
16 secondi: LA VIA BREVE ALLA performance review per I top-player   

(di Tiziana Pregliasco, Founder Pyxis, Executive Coach)

Negoziazioni, transizioni tra complessi tavoli di lavoro, conversazioni critiche, provocazioni da investitori, conflitti di interesse, sono pane quotidiano per manager e imprenditori.

I comportamenti che mettono in atto per affrontare queste interazioni complicate determinano la performance e lo stile manageriale per cui vengono riconosciuti e valutati.

Siamo abituati ad un’idea di Performance Review lontana dall’esperienza quotidiana, che si concretizza in valutazioni formali a cadenza annuale. 

E’ però la somma di azioni e reazioni in momenti critici che concorre a stabilire la nostra reputazione.

Esiste un modo concreto e pratico per valutare e migliorare le performance, day by day?

Certo, esiste: possiamo aumentare l’efficacia di interazioni, reazioni, strategie di attacco o difesa (passatemi la metafora sportiva!) attraverso una tecnica potente applicata dai campioni dello sport.

E’ basata sul controllo dell’ansia e delle emozioni negative, sull’autoapprendimento e sulla motivazione intrinseca al raggiungimento di obbiettivi ambiziosi.

Può rivoluzionare il modo di reagire alle difficoltà anche nella sfera professionale!

Business Match: campi da gioco di manager e imprenditori

Intendo genericamente “business match” situazioni sfidanti nella pratica manageriale, che prevedono scambi con controparti: conflitti da risolvere, meeting decisivi, trattative complesse, clienti all’attacco e cosi via.

Sono metaforicamente partite da giocare, momenti in cui è necessario reagire con lucidità, e possono divenire palestre della propria efficacia manageriale.

16-seconds cure”, executive come top player

La “16-seconds cure” è un esercizio di performance rewiew molto concreto, basato sull’esperienza, fondato sull’assunto che le persone motivate al raggiungimento di obbiettivi ambiziosi abbiano la capacità di analizzarsi, riconoscere gli errori e ricalibrare le reazioni (si, lo so, non è proprio per tutti così!).

E’ un esercizio che applicano i campioni dello sport ma credo sia utile anche durante la pratica manageriale dove le partite difficili sono di natura relazionale, cognitiva, emotiva.

16 Secondi Fanno La Differenza Tra i Top Performers E … Tutti Gli Altri 

Il Dr. Jim Loehr, psicologo riconosciuto a livello mondiale, autore di bestsellers, ha osservato per anni cosa rende vincente in partita un giocatore rispetto ad un altro in assenza di grandi diversità tecniche e atletiche.

Il comportamento sul campo da tennis è molto studiato perché è uno sport con complessità peculiari: richiede una vasta gamma di abilità mentali (intelligenza strategica, reazione immediata ai cambi di gioco, lucidità, tenuta sotto stress, abilità di alleggerire il carico emotivo negativo, ecc) e fisiche (agilità, forza, resistenza, flessibilità, potenza)

I top player vincono per l’atteggiamento mentale che mettono in campo “tra i punti”

Loehr scoprì che ciò che rende vincente un giocatore è l’atteggiamento mentale che si manifesta nel “comportamento tra i punti” ovvero il modo in cui il giocatore maneggia nella sua testa i fallimenti, i punti persi, e riguadagna il controllo in brevissimo tempo sulla propria ansia ed emozioni negative.

L’abitudine sistematica ad analizzare l’errore, correggerlo mentalmente, rimuovere rigidità fisiche, rifocalizzarsi sull’obbiettivo nelle micro pause che intercorrono tra un punto e l’altro, permette al giocatore di guadagnare resilienza mentale e affrontare il prosieguo della partita con forza e consapevolezza.

4 step PER GIOCARE AL TOP

Ecco descritti qui sotto i passaggi essenziali per applicare questa tecnica:

1. REFRAME

Immediatamente dopo una fase di scambio, diciamo di gioco, nei primi 3/4 secondi si visualizzano gli atti intercorsi e la correzione mentale di eventuali errori.

La visualizzazione delle correzioni è un potente strumento per creare nuovi schemi comportamentali: il nostro cervello, infatti, non fa molta differenza tra quello che esperisce realmente e quello che immagina vividamente; quindi, “a caldo”, riformulare la risposta più adeguata si rivela molto utile.

Ci si focalizza inoltre su una risposta fisica positiva. In questo momento è fondamentale non lasciare che le emozioni negative, riconducibili alla frustrazione di un punto perso, ci irrigidiscano, anche nel corpo.

Gli scarsi giocatori lasciano infatti che il corpo rifletta la loro postura mentale, che questa tradisca l’insicurezza, la rabbia, il fallimento.

Gli abili giocatori invece si riportano in equilibrio, si riaprono alla competizione, riflettono attraverso il corpo status, standing e sicurezza.

2. RELAX

Nel secondo step 4/5 secondi sono dedicati al respiro profondo: focalizzare lo sguardo su un posto preciso (per i tennisti è la racchetta, la terra, l’orizzonte) aiuta a calmarsi, l’ossigenazione del cervello e il riposo degli occhi favoriscono la necessaria lucidità per proseguire.

Il rilassamento riporta lucidità mentale, ripulisce da emozioni negative, espelle tossicità, riduce la risposta fisiologica negativa allo stress e ci pone nella migliore condizione per proseguire.

3. RESPONsE PREPARATION

A questo punto lo sguardo è sull’avversario, di nuovo diretto sull’obbiettivo. Lo scopo di questi pochi secondi è ritrovare contatto visivo, avere consapevolezza del punteggio e dell’andamento oggettivo della sfida, riprogrammare il sistema per ripartire.

Dare un’immagine di forza, di centratura sul compito, è un passaggio essenziale.

4. RITUALS

5/6 secondi di gesti rituali riportano il giocatore nella zona di comfort: i tennisti fanno rimbalzare la palla a terra più volte, saltellano sulle gambe, asciugano il sudore. Anche la ripetizione di una frase detta a noi stessi e un rituale. (Nota per gli appassionati: il mitico Rafa Nadal, tanto per menzionarne uno, si sistema il pantaloncino, si tocca entrambe le spalle, passa la mano dietro l’orecchio e sul naso, seguendo sempre la stessa sequenza!)

I rituali ci riportano in una zona di comfort, sono infatti connotati da elementi di conoscenza, abitudini e automatismi. I rituali servono a ritrovare confidenza ed un nuovo equilibrio dal quale è più facile ripartire.

Questa sequenza in 4 passi di reazioni smart in situazioni critiche descrive un’abitudine mentale vincente.

I comportamenti si allenano, esercitando i migliori saremo migliori

Apprendere è un processo non un evento: i comportamenti si allenano e noi tutti impariamo più efficacemente dagli errori non tanto quando veniamo corretti con istruzioni impartite dall’esterno, ma quando, rivedendoci in modo oggettivo e razionale, scopriamo da soli dove abbiamo sbagliato.

Naturalmente la capacità di applicare una rivisitazione del nostro comportamento secondo lo schema della “16 seconds cure” va esercitata con costanza prima di diventare un automatismo, un mindset consolidato.

Non è necessario farlo ad ogni transizione lavorativa, un momento di autoanalisi così condotta basterebbe, a mio parere, anche solo una volta al giorno, su un episodio critico della giornata.

LA FORZA MENTALE SI ALLENA SOTTO STRESS E SE NON LA USI, LA PERDI!

Il termine “forza mentale” si riferisce alla capacità di essere in grado di lasciarsi alle spalle i fallimenti del passato, di restare positivi e competitivi ricercando proattivamente il miglioramento delle performance.

Implica consapevolezza, formazione ed esercizio costante affinchè diventi un habitus mentale che si attiva automaticamente, senza troppe forzature, di fronte a criticità e problemi.

La forza mentale, cosi come la forza fisica, si allena e l’allenamento non è a costo zero, mai!

Quando fisicamente vogliamo diventare più forti, mettiamo i muscoli sotto tensione, li carichiamo di un peso inusuale e facciamo in modo che migliorino adattandosi. Così vale anche per la forza mentale.

Aggiungo una considerazione: il carico di situazioni critiche nelle giornate di lavoro ci si pone davanti nostro malgrado perché è nella natura dello svolgimento della professione, tanto vale utilizzarlo per rafforzare le nostre abilità mentali.

16 secondi non si negano a nessuno, non neghiamoli a noi stessi e dedichiamoli ogni giorno al miglioramento delle nostre performance.

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